La cannabis riduce le componenti cerebrali

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Tag: #amigdala #aree cerebrali #cere #cervello #droghe #ippocampo #memoria
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L’uso di cannabis protratto per lunghi periodi di tempo può ridurre alcune parti del cervello deputate alla memoria, alle emozione e all’inibizione dei comportamenti aggressivi, secondo un gruppo di ricercatori australiani. Gli scienziati hanno utilizzato la risonanza magnetica per eseguire scansioni cerebrali di persone che utilizzano fumo di cannabis  più di cinque volte al giorno da almeno 10 anni confrontate con immagini di scansioni cerebrali di persone non fumatrici di cannabis. Quelli che fumavano cannabis regolarmente avevano in media una riduzione del 12% dell’ippocampo, la parte del cervello che è coinvolta con emozione e memoria, e una riduzione del 7% dell’amigdala, che svolge un ruolo nella regolazione della paura e dell’aggressività . Per lo studio, i ricercatori hanno scansionato il cervello di 15 fumatori di cannabis e 16 individui che non hanno utilizzato la cannabis. Gli scienziati, dell’Università  di Melbourne e dell’Università  di Wollongong, hanno comunque affermato che per confermare la misura degli effetti saranno necessarie studi su gruppi maggiori e su grandi numeri di pazienti. Anche se un modesto uso non può comportare significativi effetti neurotossici, questi risultati suggeriscono che l’uso pluriquotidiano potrebbe essere tossico per tessuto cerebrale umano. Questo è quanto affermano gli scienziati sulla rivista General Psychiatry. I fumatori di cannabis, sono andati peggio nei test di memoria verbale ottenendo un punteggio assimilabile a pazienti con disturbi psicotici minimamente sintomatici, come schizofrenia e sindromi maniacali. Il mese scorso, un team di ricerca della New York University ha scansionato il cervello di un gruppo di persone di età  dai 17 ai 30 anni che aveva fumato cannabis per 2-3 volte alla settimana per almeno un anno. In tale studio, il cervello dei consumatori di cannabis non differisce da quelli che non avevano mai utilizzato la cannabis. Nel 2004, il Professor Souza, professore di psichiatria alla Yale University, ha riferito che il THC, il principio attivo della cannabis, causa fugace schizofrenia come sintomi negli utilizzatori, con disturbi che vanno dai deliri, stati di alterazione della memoria e disturbi dell’attenzione. Mi capita spesso di, in veste di neurofisiologo, ricevere domande, soprattutto da parte di pazienti giovani, in merito ai danni da utilizzo quotidiano, di THC. Da oggi avrò copie di questo articolo stampati, sulla scrivania, da distribuire agli utenti che me lo chiederanno.

[Abstract]

Publicato: 2008-06-05Da: Marketing

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