Il guadagno in fumo

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Il Prof. Alfredo Pizzoli, direttore generale dell’Ateneo dell’Università  Telematica delle Scienze Umane, e il responsabile del centro, il Dr. Franco Ettorre, illustrano i dati sconvolgenti legati al mondo del fumo: oltre 11 milioni di fumatori ogni anno bruciano cento miliardi di sigarette per un costo di 20 miliardi di euro sui quali lo Stato incassa tra accise e Iva circa 15 miliardi. Per il team di esperti del centro antifumo Unisu è difficile ottenere dal ministero della sanità  i dati sul costo delle patologie legate al fumo. Sembra che non siano disponibili i dati su quante cure e ricoveri siano da addebitare ai fumatori. Dati parziali forniti dalla sanità  del Piemonte dicono però che solo in quella regione i miliardi spesi per le patologie legate al fumo sono molto superiori ai soldi incassati dallo Stato con le accise. Da un’indagine della Doxa, commissionata dall’Istituto Superiore di Sanità , sono emersi i seguenti dati: Le morti per fumo Quasi 5 milioni di persone sono morte nel mondo a causa del fumo, la “prima causa di morte facilmente evitabile”. Rimanendo in Europa, l’OMS ha stimato in 1,2 milioni i decessi che ogni anno sono attribuibili al tabacco. Il 20%, inoltre, di tutte le morti sono da correlare al fumo di sigaretta. Di queste il 35% è dovuto a tumori, il 56% a malattie cardiovascolari e respiratorie, il 9% ad altre cause (sempre fumo-correlate). Restringendo il campo e guardando all’Italia sono 80 mila i decessi attribuibili al fumo ogni anno, praticamente il 14,2% di tutte le morti. La previsione dell’OMS è che, se non saranno adottate misure efficaci, le morti attribuibili al fumo potranno divenire 8,3 milioni nel 2030 e l’80% delle vittime si registrerà  nei paesi a reddito medio e basso. Sempre secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità  il tabacco uccide più dell’Aids e della droga e nel 2015 le morti dovute al tabacco saranno il 10% del totale e supereranno del 50% quelle causate dall’Aids. In Italia più del 34% di tutte le cause di morte attribuibili al fumo di sigaretta colpisce soggetti di 35-69 anni. Inoltre, coloro che muoiono a causa del tabacco perdono in media 13 anni di speranza di vita, mentre nella mezza età  gli anni di vita perduti salgono a 22. Sono numerose le patologie associate al fumo di tabacco. La principale è il carcinoma polmonare, la patologia più temuta per chi fuma: provoca circa 30mila morti l’anno. Negli uomini il fumo è responsabile del 91% di tutte le morti per cancro al polmone e nelle donne nel 55% dei casi. Nel corso degli ultimi vent’anni in Italia si è registrata una diminuzione, sia per incidenza che per mortalità , ma solo per gli uomini. Un trend opposto si osserva infatti per le donne (con un’accelerazione dal 1990 per le più giovani). Nel dettaglio la mortalità  maschile per tumore polmonare è diminuita di circa il 2,6% mentre quella femminile è aumentata dell’1%. Nel 2005 sono morte più donne per tumore alla mammella (8.505 decessi) che per tumore al polmone (5.523 decessi). Ma la mortalità  per carcinoma polmonare ha superato abbondantemente quella per tumore allo stomaco (3.070 decessi), divenendo la terza causa di morte nell’ambito delle patologie tumorali, dopo mammella e colon-retto. I dati epidemiologici indicano la necessità  di formulare azioni di informazione e sensibilizzazione sui danni da fumo di sigaretta, centrate e mirate in modo specifico sulle donne. Le vendite In Italia i consumi di sigarette dopo anni di calo sono in aumento. Nel 2006 si è avuto un incremento nelle vendite dell’1,1% rispetto al 2005. I guadagni derivanti dalla vendita di sigarette, sigaretti, trinciati, fiuti e sigari ammontano per il 2006 a 12,5 miliardi di euro. Vanno di moda i pacchetti da 10. La loro vendita infatti ha fatto registrare rispetto al 2004 un incremento di oltre il 20% a fronte di un decremento dei consumi globali di sigarette. Infatti a scapito di una riduzione complessiva del mercato del 6,1% nel 2005, il segmento è andato contro tendenza aumentando dell’11,6% e ancora del 10,4% nel 2006 contro un incremento dei consumi globali pari a poco più dell’1%. I volumi di vendita del segmento da 10 hanno raggiunto nel 2006 un totale di 5,3 milioni di chili pari al 5,1% del mercato totale delle sigarette. A ciò si aggiunge il fenomeno delle vendite transfrontaliere, soprattutto tra Italia e Svizzera, Italia e Francia, Italia e Austria, Italia e Slovenia, quest’ultimo decisamente in aumento dopo l’entrata nell’UE della Slovenia (2004): 30 mila kg in più nel 2004 rispetto al 2003 e ben 66 mila in più nel 2005 rispetto al 2004. Anche Internet ha le sue colpe: da un attento esame dei siti web dove è possibile acquistare “stecche” di sigarette, allettati da favolosi sconti, emerge come i livelli di catrame siano superiori a quelli consentiti in Italia, le immagini dei pacchetti non riportino le avvertenze sanitarie (del tipo “nuoce gravemente alla salute” e così via), non c’è alcun controllo sull’età  dell’acquirente e un pacchetto di Marlboro costa solo 2,50 euro. [immagine funny pictures]

Publicato: 2008-09-20Da: Marketing

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