Uno studio americano pubblicato in The New England Journal of Medicine e finanziato da sovvenzioni federali ha messo in luce alcuni aspetti negativi presenti nella CT, acronimo di computed tomography (tomografia computerizzata, la TAC). La TAC sfrutta, com’è ben noto, radiazioni ionizzanti, anche conosciute come Raggi X, in grado di fotografare in un dato istante sezioni corporee di un paziente, che vengono poi successivamente elaborate tridimensionalmente da un computer. Questo studio ha stabilito che nel giro di pochi decenni, il 2% dei tumori registrati sono in realtà scaturiti proprio dallo sfruttamento di questo apparato medicale. Eric J. Hall, insieme a David J. Brenner della Columbia University, hanno voluto porre l’accento non sul fatto che sia sbagliato fare la TAC, ma che potrebbe essere dannoso farne troppe, soprattutto in età pediatrica. Per quanto concerne il territorio americano, l’esposizione a radiazioni (tra cui quelle della TAC) è raddoppiata dal 1980 ad oggi, e una simile operazione è stata compiuta 62 milioni di volte solo lo scorso anno. Questo studio è il tassello finale ad altri pubblicati negli scorsi mesi che mettevano in luce come un terzo di questi esami diagnostici fossero in realtà inutili, il che -sempre per l’America- significa aver esposto 20 milioni di adulti e più di un milione di bambini al rischio di incentivare la formazione di un cancro senza un reale bisogno. [via nytimes]
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