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Tac, Rm, Pet: cosa sono e come funzionano? | BioBlog

Tac, Rm, Pet: cosa sono e come funzionano?

Categoria: Apparecchiature Archivio
Tag: #alzheimer #cervello #isotopo radioattivo #metabolismo #molecole biologiche #pet #raggi x #RM #tac
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Studiare in maniera diretta l’interno del corpo umano è possibile grazie a diversi metodi come per esempio, la Tomografia Assiale Computerizzata, meglio nota come TAC. La TAC si effettua introducendo il paziente all’interno di un macchinario che grazie ai raggi X è in grado di scattare delle pseudo fotografie in successione, “immortalando” la parte del corpo in esame da diverse angolature. Questo tipo di analisi, permette uno studio approfondito di zone altrimenti irranggiungibili, come per esempio il cervello. Di fatto, in presenza di traumi cranici, questo è uno degli unici metodi per accertare la presenza di un’emorragia interna, che presa in tempo può essere fermata senza causare danni permanenti o letali al paziente. Oltre la TAC, un altro efficace metodo è la risonanza magnetica, RM, la specificità  sta nel fatto che essa non è in nessun modo dannosa per il paziente. Se l’esposizione a lungo termine ai raggi X può essere pericolosa, la RM scavalca il problema impiegando una tecnica particolare che rileva il comportamento, all’interno delle molecole d’acqua, dell’idrogeno. La RM grazie ad un campo magnetico tende a modificare il naturale orientamento dei nuclei dell’H, questi si dispongono su una stessa linea. L’allieneamento viene rotto dalle onde radio e questa rottura genera l’emissione, da parte di ogni atomo, di una serie di onde che terminano quando gli i nuclei si riallineano. Queste piccole onde vengono catturate e decodificate in immagine da un pc. Quel che risulta è una sorta di radiografia che permette di studiare i tessuti molli, in particolare, per via della maggior concentrazione di acqua al loro interno. Oltre a TAC e RM, tra le tecnologie più avanzate, troviamo la PET, largamente impiegata per lo studio del cervello. Meno conosciuta delle altre due la Tomografia ad emissione di positroni, è un metodo d’analisi un po’ particolare, effettuata con un mezzo di contrasto, solitamente una molecola biologica. La molecola biologica risulta essere accompagnata da un isotopo radioattivo, la prima viene iniettata e metabolizzata con una velocità  differente a seconda che una zona sia più o meno attiva a livello metabolico. Nelle zone con un metabolismo accelerato i positroni,particelle cariche positivamente, dell’isotopo radioattivo si scontrano con gli elettroni delle cellule in attività , rilasciando una quantità  di raggi gamma, rilevati da uno scanner connesso all’apparecchio. Ne deriva una mappa che individua le aree più o meno attive del cervello. L’importanza di questa tecnica è dovuta al suo uso nel monitoraggio dell’attività  cerebrale nei pazienti affetti da Alzheimer, da schizofrenia e in quelli che hanno subito ictus.

Publicato: 7/11/2008Da: Bio Blog

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