Un frutto per combattere il cancro al seno

bitter melon
Categoria: Archive IT Cancro Rimedi naturali
Tag: #alimenti #apoptosi #bitter melon #Cancro #cancro al seno #tumore
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L’estratto di bitter melon (Momordica charantia), un vegetale molto diffuso in India e Cina sembrerebbe in grado di favorire la morte delle cellule di cancro della mammella e di prevenirne la proliferazione. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori americani capitanati Ratna Ray, professore presso il dipartimento di Patologia dell’Università  di Saint Louis. Lo studio, pubblicato sulla rivista Cancer Research, è stato condotto utilizzando colture di cellule tumorali umane le quali in seguito all’aggiunta dell’estratto di bitter melon, mostravano una ridotta capacità  replicativa e un aumento della mortalità . Nonostante non siano ancora noti i target molecolari della Momordica charantia è probabile che essa possa interferire con le diverse vie di trasduzione del segnale che causano la morte della cellula. Nelle cellule tumorali trattate, infatti, è stato riscontrato un aumento delle caspasi (proteine che inducono la morte cellulare programmata, l’apoptosi) e la diminuzione delle cicline, indispensabili per la replicazione delle cellule. à‰ probabile dunque che il bitter melon moduli anche il ciclo cellulare cioè il processo tramite il quale una cellula si divide in due. Gli effetti del bitter melon dovranno essere studiati ora in modelli animali e dopo, eventualmente, negli umani. Sebbene dunque i risultati siano incoraggianti le ricerche sono solo all’inizio. “Dovremo concentrare gli studi in quelle popolazioni che, nonostante consumino abitualmente il bitter melon, presentano comunque un’elevata incidenza di cancro al seno” ha spiegato Ray che, attualmente, insieme ai suoi colleghi conduce studi su altre linee cellulari esaminando le capacità  anti-proliferative del frutto Da: Bitter Melon (Momordica charantia) Extract Inhibits Breast Cancer Cell Proliferation by Modulating Cell Cycle Regulatory Genes and Promotes Apoptosis Ratna B. Ray1,2, Amit Raychoudhuri1, Robert Steele1 and Pratibha Nerurkar3 Authors’ Affiliations: Departments of 1 Pathology and 2 Internal Medicine, Saint Louis University, St. Louis, Missouri and 3 Laboratory of Metabolic Disorders and Alternative Medicine, University of Hawaii, Honolulu, Hawaii

Publicato: 2010-04-06Da: Marketing

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