Quantcast
Metanfetamine | BioBlog

Metanfetamine

Categoria: Archivio Dossier Farmaci
Tag: #aids #anfetamine #apparato digerente #apparato respiratorio #dopamina #hiv #metanfetamine #overdose
Condividi:

Le metanfetamine sono delle droghe facilmente sintetizzabili in laboratorio, agiscono sul sistema nervoso e creano assuefazione. Le metanfetamine sono una sottospecie di anfetamine alterate chimicamente. L’anfetamina, usata anni or sono come broncodilatatore, presenta una struttura simile a quella delle metanfetamine, tuttavia queste ultime risultano più potenti e dannose. Le metanfetamine si classicano come prodotti sintetici stimolanti e dopanti a base di piombo, che danno sensazioni di benessere e iperattività  per un periodo piuttosto prolungato di circa 7 ore, dovuto alla stimolazione e all’accumulo di dopamina prodotta dalle cellule cerebrali stimolate, gran parte di queste finiscono poi con l’essere distrutte. Si possono trovare sotto forma di pasticche o di polveri di diversa natura e grandezza, possono essere usate in diversi modi:

  • Fumate con una pipa speciale in modo che le esalazioni raggiungano più facilmente il cervello
  • Iniettate mischiandole con delle soluzioni fisiologiche
  • Ingerite disciolte il più delle volte nell’alcol
  • Inalando i vapori prodotti dalle metanfetamine scaldate

I diversi modi di prendere le metanfetamine riducono o aumentano il loro effetto e portano spesso con se ulteriori conseguenze, nel dettaglio:

  1. Inalare o iniettare le metanfetamine è il metodo più veloce per farle entrare in circolo, giungono rapidamente al cervello che viene danneggiato in maniera piuttosto invasiva. Nel primo caso oltre che i danni ovvi al cervello si procurano danni permanenti a carico dell’apparato respiratorio, nel secondo si corre il rischio, se non si usa un po’ di buon senso, di contrarre malattie veneree come l’Aids o simili, con lo scambio di aghi infetti. Pare che l’uso di m. inciti alla violenza e al desiderio sessuale, i rapporti si consumano sotto l’effetto della droga, senza controllo e senza le dovute precauzioni, di qui il pericolo di contrarre infezioni da Hiv o di altro genere.
  2. Ingerire o fumare le metanfetamine implica un processo di metabolizzazione più lento, ma più duraturo. Nel caso in cui le m. vengano ingerite è facile che i danni si ripercuotano sugli organi dell’apparato digerente, in particolare sul fegato che non riesce a tamponare le sostanze tossiche emanate dalle anfetamine. Nel caso in cui le m. vengano fumate i rischi di danneggiare l’apparato respiratorio sono gli stessi di quando, come detto in precedenza, le si inalano.

Più in generale gli effetti postumi delle metanfetamine sono: accellerazione del battito cardiaco, scompensi cardiaci, aumento della pressione del sangue, ipertermia e overdose. In caso di assunzione in gravidanza, il feto potrebbe riportare danni cerebrali e nascere prematuro. In ultimo e non di importanza minore l’avvelenamento da piombo, ciò accade quando le m. vengono sintetizzate male o in maniera frettolosa e non vengono.

Publicato: 14/11/2008Da: Bio Blog

Potrebbe interessarti

struttura hiv

Novità  sul fronte Hiv

I ricercatori del Caltech hanno individuato una glicoproteina contenuta nella superficie esterna del virus dell’HIV, che interagisce con i recettori CD4 e che permette al virus di entrare all’interno delle cellule sane per infettarle. Il suo nome è Clade C gp120, è necessario cristallazzare la proteina per poterne studiare al meglio la struttura, per questa… Continua a leggere Novità  sul fronte Hiv

13/4/2010Bio Blog

Il fiume. Un viaggio verso la sorgente dell’HIV e dell’AIDS

A seguito delle recenti polemiche sull’AIDS, questa settimana, ho deciso di presentare un libro importante su questa tematica. “The river”, stampato per la prima volta nel 1999, nasce dall’intenso lavoro di ricerca di Edward Hooper, durante quasi dieci anni sono stati consultati migliaia di documenti in archivi africani, europei ed americani e registrate numerose interviste.… Continua a leggere Il fiume. Un viaggio verso la sorgente dell’HIV e dell’AIDS

24/3/2009Bio Blog

Novità  sul fronte AIDS

Gli scienziati ritengono che alcuni pazienti che vengono a contatto con il virus dell’HIV non sviluppano la malattia, la ragione è da attribuirsi alle cellule B, che conservano una memoria immunitaria che sarebbe in grado di produrre gli anticorpi per la resistenza specifica contro l’HIV. I vaccini attualmente in via di sperimentazione avevano ed hanno… Continua a leggere Novità  sul fronte AIDS

17/3/2009Bio Blog

Cronologia anti-HIV

Nell’ultimo decennio pochissimi vaccini candidati sono arrivati alla fase del trial clinico su larga scala. Finora i metodi tradizionali per indurre gli anticorpi o mobilitare le cellule T non hanno portato a un vaccino in grado di proteggere dall’AIDS. Alla luce di questi fallimenti, il National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha annunciato che… Continua a leggere Cronologia anti-HIV

3/2/2009Bio Blog