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Ipoacusia, il male del futuro | BioBlog

Ipoacusia, il male del futuro

Categoria: Archivio Biotecnologie Mediche Patologie
Tag: #decibel #inquinamento acustico #orecchio #perdita dell'udito #rumore #udito
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L’ipoacusia tende a presentarsi con l’avanzare dell’età  eppure da un po’ di anni a questa parte pare che questo problema si stia diffonfendo anche tra i più giovani. L‘abbassamento progressivo dell’udito in età  giovanile sarebbe da attribuire all’inquinamento acustico, chi potrebbe mai immaginare che una passeggiata lungo una strada trafficata possa creare dei danni all’udito? Di fatto le nuove tecnologie, il popolamento delle città , le grandi industrie non sono solo sinonimi di progresso, ma anche e soprattutto di inquinamento. Quelli che normalmnte vengono chiamati rumori, altro non sono che fenomeni acustici che si esprimono in decibel. I suoni sono caratterizzati da un minimo di zero decibel ad un massimo di 130 decibel, la soglia dell’udibile è fissata a 20 decibel quella del dolore a 130 decibel, una normativa regola il livello massimo di decibel che possono essere percepiti in un ambiente aperto o chiuso, tale valore è di 65 decibel di giorno e di 55 decibel di notte. Eppure basta andare in discoteca, scendere in piazza, andare al mercato per superare abbondantemente questa soglia, per queste ragioni si calcola che nel giro di qualche anno nei paesi più svilluppati il numero di persone con problemi d’udito sarà  stimato 1 su 4! Sarebbe bene lasciar riposare le orecchie ogni tanto.

Publicato: 19/8/2009Da: Bio Blog

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