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Curare le neuropatie con il corallo

Categoria: Archivio Biotecnologie Mediche Farmaci Patologie Terapia del dolore
Tag: #capnellene #corallo #dolore neuropatico #neuroinfiammazione #neuropatie
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Ricercatori di Taiwan, guidati da Zhi-Hong Wen, professore associato della National Sun Yat-Sen University, hanno scoperto una vera e propria farmacia sulla barriera corallina: il capnellene, un composto chimico estratto dal corallo dei fondali di Green Island, è in grado di combattere il dolore associato alle neuropatie. Lo studio, pubblicato dal British Journal of Pharmacology, apre nuove speranze nel trattamento di queste patologie, per le quali sono note poche cure antidolorifiche. Le malattie infiammatorie del sistema nervoso centrale possono causare danni ai nervi; da ciò deriva una situazione patologica definita dolore neuropatico, che comprende un aumento della risposta agli stimoli dolorosi, dolore associato a stimoli non dolorosi e resistenza ad alcuni farmaci, anche antiinfiammatori. Finora la morfina è stata la sostanza di elezione per il trattamento del dolore associato a queste malattie, ma diversi studi hanno dimostrato che il suo effetto analgesico nei pazienti colpiti da neuropatie è ridotto. Anche alcuni composti naturali ottenuti dagli organismi marini sono risultati efficaci nel trattamento di questo tipo di patologie; in particolare il capnellene (detto anche GB9) ha mostrato già  in passato proprietà  antinfiammatorie nei confronti di alcune cellule del sistema immunitario, i macrofagi. Questa molecola è stata isolata per la prima volta in Indonesia dal corallo Capnella imbricate e la sua struttura chimica è nota sin dal 1974. Gli autori dello studio hanno utilizzato sia GB9, sia il suo derivato GB10 per trattare cellule del cervello di topo (la cosiddetta microglia, che svolge un ruolo importante nei processi infiammatori che hanno luogo nel cervello) in cui è stata indotto un processo infiammatorio e ratti affetti da dolore neuropatico. I ricercatori hanno osservato l’inibizione di due importanti proteine pro-infiammatorie (iNOS e COX-2) nelle cellule della microglia; in modo similare, nei ratti trattati con GB9 e GB10 è stato ottenuto un rafforzamento dei tessuti che avvolgono le cellule nervose responsabili del dolore neuropatico. Queste molecole, quindi, riducono le sensazioni dolorose formando una sorta di barriera intorno alle cellule nervose. “Finora sono pochi gli agenti farmacologici in grado di aiutare le persone affette da neuropatia”, ha affermato Zhi-Hong Wen, “ma il capnellene potrebbe consentire nuove ricerche”. Fonte: British Journal of Pharmacology (2009) doi:10.1111/j.1476-5381.2009.00323.x

Publicato: 2009-08-10Da: Bio Blog

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